Nell'atmosfera ogni strato d'aria subisce una pressione che è dovuta al peso degli strati d'aria
ad esso sovrastanti lungo la verticale. L'aria rimane quindi aderente alla superficie terrestre
e partecipa al movimento di rotazione della Terra, appunto perché pesa. Poiché la pressione
è un rapporto tra una forza e una superficie, generalmente negli usi meteorologici viene usata
internazionalmente un'unità denominata millibar. In un medesimo luogo la pressione atmosferica
presenta due tipi di variazioni:
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una variazione regolare, conosciuta con il nome di variazione diurna, che mostra una
doppia oscillazione. Ogni giorno, soprattutto in condizioni di tempo buono e stabile, si
hanno due massimi, intorno alle 10 e alle 22, e due minimi, il primo intorno alle 4 e il
secondo intorno alle 16. L'ampiezza di tali oscillazioni è piccola, molto variabile e subisce
l'influenza delle stagioni, della latitudine e dell'altitudine. Tale variazione diurna della
pressione risulta massima all'equatore dove raggiunge valori anche di 1.3 mb in primavera,
mentre oltre i 60° di latitudine talvolta non raggiunge neanche i 2 decimi di millibar.
Per l'Italia queste oscillazioni sono comprese tra 0.3 e 0.8 millibar.
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variazioni irregolari legate soprattutto alle perturbazioni atmosferiche. Quando si ha il passaggio da
un periodo di tempo buono ad un periodo di tempo perturbati con cielo coperto, piogge, temporali e
venti turbinosi, la pressione può variare di 10-20 mb, talvolta anche di più, da un giorno all'altro.
In tali casi viene annullata la variazione regolare diurna.
Con il crescere dell'altezza, diminuisce lo spessore della sovrastante massa aerea; diminuisce pertanto
anche la pressione. Tale diminuzione dovrebbe giungere fino a quasi al vuoto perfetto in corrispondenza
del limite esterno dell'atmosfera. Tale diminuzione non è però proporzionale all'altezza; essendo
infatti gli strati bassi dell'atmosfera più densi degli strati più elevati, la pressione decresce
sempre meno rapidamente man mano che ci si eleva. Sapendo inoltre che l'aria è tanto più densa
quanto più bassa è la temperatura, ne risulta che la diminuzione della pressione con l'altezza è
più rapida nell'aria fredda che non in quella calda. E' possibile ritenere che la pressione si
dimezza ogni 5000 metri di quota. Così da 1020 mb al livello del mare si passa a circa 510 mb alla q
uota di 5000 metri; a circa 255 alla quota di 10.000 metri e così via.
ISOBARE E CONFIGURAZIONI BARICHE
Se l'atmosfera che avvolge la nostra terra fosse perfettamente immobile rispetto alla terra
stessa, se non vi fossero pertanto spostamenti di aria fredda o calda, non vi fossero fenomeni
di evaporazione o di condensazione, né variazioni di temperatura diurna o annuale, la pressione
in un dato luogo mostrerebbe sempre un valore costante. La pressione varia con il tempo,
sia meteorologico, sia cronologico ma varia anche da luogo a luogo. La pressione può essere
in un determinato momento, alta in una località e bassa in un'altra. Si ha pertanto una
distribuzione della pressione atmosferica a un determinato livello che può essere posta in
evidenza riportando su una carta geografica, in corrispondenza di ciascuna località, il valore
della pressione, e tracciando delle linee che uniscano i luoghi in cui la pressione presenta
il medesimo valore. Queste linee prendono il nome di isobare. Il tracciamento delle isobare
pone in rilievo configurazioni caratteristiche dette sistemi barici. I principali sono
individuati in:
- Anticicloni:
ovvero la successione di isobare, quasi circolari e concentriche che si chiudono intorno ad
un centro presentante un massimo di pressione (le isobare presentano valori crescenti dalla
periferia verso il centro).
- Depressioni:
ovvero la successione di isobare, più o meno circolari e concentriche che si chiudono intorno ad un
centro presentante un minimo di pressione (le isobare presentano in questo caso valori decrescenti
dalla periferia verso il centro).
- Promontori:
ovvero una striscia, un corridoio di alta pressione che si protende da un anticiclone con
isobare a forma di 'U' o di 'V'.
- Saccature:
ovvero una striscia di basse pressioni che si protende da una depressione con isobare a forma di 'U' o
di 'V' e sul cui asse si hanno i valori di minima pressione.
- Selle:
ovvero una zona di pressioni relativamente basse comprese tra due anticicloni e due depressioni.
- Pendii:
ovvero la zona avente pressione regolarmente decrescente con isobare approssimativamente
rettilinee e parallele.
- Pressioni livellate:
ovvero quella zona con pressione pressoché uniforme; le isobare risultano molto distanziate
una dall'altra.