Generazione delle nubi e termiche
Siamo in una tipica giornata estiva. il cielo è per lo più sereno e al suolo c'è una temperatura di 30 gradi. La temperatura di rugiada si assesta invece sui 23 gradi con un'umidità assoluta di 20 grammi di vapore per metro cubo, che rappresenta a quella temperatura un valore di umidità relativo del 66 % (la quantità massima di vapore per 30 gradi è di circa 30,4 grammi / metro cubo). Con queste informazioni sappiamo che se la temperatura scendesse a 23 gradi e l'umidità assoluta si mantenesse costante si raggiungerebbe la temperatura di rugiada, ovvero l'acqua diventerebbe satura di vapore acqueo e condenserebbe. Ora supponiamo ancora che l'atmosfera sia stabile: in casi del genere il gradiente termico verticale dovrebbe avvicinarsi a circa 7 gradi ogni mille metri (o se preferite 0.7 gradi ogni 100). Durante le giornate estive l'aria immediatamente a ridosso del suolo viene scaldata più degli strati superiori, cominciando a salire verso l'alto (si ha cioè la formazione di
una termica). Salendo inizia ad espandersi e conseguentemente a raffreddarsi. Raggiunta la quota di 1000 metri la temperatura dell'aria dovrebbe essere all'incirca di 23 gradi, che guarda caso, è proprio la temperatura di rugiada. Se l'umidità assoluta fosse rimasta la stessa, l'aria dovrebbe essere satura, condensare e quindi dare origine a nubi. Tale meccanismo dovrebbe ripetersi ogni volta, e invece questo non succede sempre. Perchè ? I motivi sono molteplici. Innanzitutto c'è da considerare il processo di subsidenza. Gli strati d'aria superiore infatti esercitano una pressione verso gli strati d'aria sottostanti impedendo all'aria riscaldata dal suolo di salire verso l'alto, inibendo così la formazione di corpi nuvolosi. In caso di infiltrazioni nei bassi strati di aria fredda in grado di raffreddare velocemente l'aria e di farle raggiungere il punto di rugiada viene a crearsi una forte instabilità che può dare luogo alla formazione e allo sviluppo di imponenti nubi cumuliformi (legate cioè a correnti verticali) che scaricano a terra l'eccesso di vapo-
re sotto forma di violenti temporali, ristabilendo così l'equilibrio atmosferico.Altro elemento importante per la creazione di nubi sono i nuclei aggreganti (pulviscoli e altre polveri microscopiche) che possono assecondare o inibire il processo di condensazione. Il pulviscolo atmosferico è costituito principalmente da polveri, sabbie, pollini fumi e ceneri: tali polveri permettono la condensazione del vapore acqueo fungendo da nuclei di condensazione aggregandosi cioè con il vapore in eccesso.
formazione di un cumulonembo
Cumulonembo in fase di crescita alimentato da infiltrazioni di aria fredda negli strati medio-bassi. Al massimo del suo sviluppo assumerà la caratteristica forma ad incudine e produrrà violenti temporali
(Pubblicato il 25 Maggio 2002. Autore Simone Pietrosanti)