La neve chimica
A seguito di prolungati periodi caratterizzati da pressioni alte e livellate può verificarsi il fenomeno dell'inversione termica. In condizioni di cielo sereno, durante la notte il suolo perde rapidamente calore; lo strato d'aria a contatto col terreno si raffredda sensibilmente e più degli strati d'aria superiori. In questo modo la temperatura dell'aria, a partire dal suolo, aumenta con la quota. La presenza di nebbia durante il giorno non permette all'aria di riscaldarsi (essendo minimo o addirittura assente il rimescolamento dei diversi strati) mantenendo la temperatura sotto zero. In questa situazione in alcune zone ad elevata concentrazione industriale, l'alta umidità dell'aria unita alle sostanze chimiche emesse da fabbriche, dà luogo al fenomeno della neve chimica. I pulviscoli emessi dalla combustione fungono infatti da nuclei di condensazione che si arricchiscono man mano di umidità fino a raggiungere
Lo spessore della neve chimica è generalmente molto ridotto. Raramente i cristalli di ghiaccio riescono ad aggregarsi tra loro formando i caratteristici fiocchi. Con temperature superiori a zero gradi si scioglie rapidamente
la saturazione: date le basse temperature essi ricadono al suolo sotto forma di cristalli di ghiaccio. In pratica si verifica artificialmente quello che più a larga scala avviene con i corpi nuvolosi, solo che i nuclei che fungono da catalizzatori per l'aggregazione sono le polveri emesse. Lo spessore rimane comunque generalmente molto ridotto e raramente i cristalli di ghiaccio riescono ad aggregarsi tra loro formando i caratteristici fiocchi. La persistenza al suolo della neve chimica è strettamente dipendente dalla temperatura dell'aria (deve essere prossima o sotto lo zero). In Italia il fenomeno si verifica prevalentemente nelle aree industriali del nord, a seguito di persistenti cellule di alta pressione che portano basse temperature ed estese e prolungate formazioni nebbiose. Al di sopra dello strato nebbioso (la cui altezza può variare dai 100 ai 300 metri) il tempo è per lo più soleggiato e lo scarto di temperatura con le zone in prossimità della pianura può raggiungere i 6/7 gradi. Nei primi anni 90 caratterizzati da lunghi periodi di alte pressioni si è verificato più di un episodio di neve chimica con accumuli anche rilevanti (fino a 5 centimetri).
 
 
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