Grandinata in Emilia

Deflusso dell'acqua in una via di Reggio Emilia

La circonvalazione durante la grandinata
Domenica 27 Agosto 2000 l'Emilia, e in particolare Reggio Emilia, viene investita da violenti temporali che a più riprese scaricano sulla zona grandine e pioggia. In verità la mattina il tempo si presentava sul capoluogo reggiano con condizioni di cielo poco nuvoloso. Già dalla tarda mattinata però, i primi cumulonembi si affacciavano all'orizzonte con apparente direzione Nord Ovest - Sud Est. Intorno alle 14 il cielo era completamente coperto, con rilevante instabilità dell'aria evidenziata da possenti turbolenze che dalla sommità delle nubi si staccavano senza tuttavia toccare terra e dare origini a trombe d'aria. Alle 16 del pomeriggio cominciava a piovere, dapprima in maniera sporadica e poi sempre più intensamente. Alle 16 e 30, la precipitazione piovosa cessava. Da lì a qualche minuto sarebbe cominciato a grandinare. Fenomeno non fitto ma molto violento. A terra arrivavano chicchi di grandine di diametro superiore ai 2 cm. In località Monte Cavolo la precipitazione aumentava di intensità. Le auto si riparavano dove potevano, per evitare i danni della grandine che puntualmente si verificavano. Sulla strada per Quattro Castella alcune automobili presentavano la rottura del lunotto. La precipitazione verso le 17 e 15 cessava, ma già nella serata sarebbe ripresa con eguale violenza, ma non più a carattere grandinigeno. Da un articolo della Gazzetta di Reggio la cronaca del 27 Agosto.
REGGIO EMILIA. Strade piene d'acqua, scantinati allagati, infiltrazioni nelle case, crolli di controsoffitti, auto in panne su carreggiate trasformate in veri e propri fiumi, piante sradicate e finite in mezzo alle strade o, in alcuni casi, anche contro le palazzine. Sono alcune delle conseguenze del nubifragio che si è abbattuto con rara violenza sulla città e sulla Bassa, ma anche in altre zone della provincia. La situazione nei sottopassaggi della città è stata a dir poco drammatica. In tutti i punti più critici - via Makallè, via Cisalpina, via dei Gonzaga e via Guittone d'Arezzo - si è formato un vero e proprio lago, che in alcuni punti ha raggiunto anche due metri d'altezza, con la corrente che ha assunto una forza micidiale. Momenti di paura sono stati vissuti da tre persone a bordo di una Mercedes, che si sono trovate bloccate nel sottopassaggio di via Makallè. Strade piene d'acqua, scantinati allagati, grosse infiltrazioni nelle case, crolli di controsoffitti, auto in panne su carreggiate trasformate in veri e propri fiumi, piante sradicate e finite in mezzo alle strade o, in alcuni casi, anche contro le palazzine. Sono alcune delle conseguenze del nubifragio che ieri sera si è abbattuto con rara violenza su Reggio, sulla Bassa e in altre zone della provincia. L'alluvione, che di colpo ha cambiato completamente il vol-
to alla calda e afosa estate reggiana, era stata preceduta dalla grandine che, a metà pomeriggio e per pochi minuti, aveva bersagliato una fascia ristretta della Val d'Enza e della pedecollina, attraversando il territorio reggiano fino alla zona del Secchia.L'alluvione, che di colpo ha cambiato completamente il volto alla calda e afosa estate reggiana, era stata preceduta dalla grandine che, a metà pomeriggio e per pochi minuti, aveva bersagliato una fascia ristretta della Val d'Enza e della pedecollina, attraversando il territorio reggiano fino alla zona del Secchia. Poi, quando gli abitanti della città credevano di essere stati colpiti soltanto di striscio dalla pioggia, su Reggio si è abbattuto un diluvio. L'acqua che scorreva come in un fiume sulle strade della città, ha provocato un vero e proprio stato d'emergenza per forze dell'ordine, vigili del fuoco e mezzi di soccorso. Si prevede un bilancio decisamente pesante dalla stima dei danni provocati alle strutture - che sono sicuramente gravi - mentre per fortuna non ci sono stati feriti, anche se la paura
non è certo mancata. Due ore di pioggia battente, di rara intensità, hanno messo in crisi il sistema fognario della città e di molti paesi. Mancanza di manutenzione nelle grondaie, bocchette chiuse e fogne che, nella maggior parte dei casi, non hanno retto all'enorme portata d'acqua, hanno costretto vigili del fuoco e molti cittadini agli straordinari. Il nubifragio ha avuto conseguenze devastanti in città, causando ingenti danni un po' ovunque. L'acqua ha anche paralizzato il traffico e la circo-lazione delle auto: chi era per strada è stato costretto a percor-
si alternativi per schivare piante ed evitare i punti più allagati. La situazione nei sottopassaggi della città, come quasi sempre accade durante i nubifragi della portata di quello di ieri sera, è stata a dir poco drammatica. In tutti i punti più critici - via Makallè, via Cisalpina, via dei Gonzaga e via Guittone d'Arezzo - si è formato un vero e proprio lago, che in alcuni punti ha raggiunto anche due metri d'altezza, con la corrente dell'acqua che ha assunto una forza micidiale. Momenti di grande paura sono stati vissuti da tre persone, che viaggiavano a bordo di una Mercedes di colore bianco e che - all'improvviso - si sono trovate bloccate nel sottopassaggio di via Makallè. I due uomini sono riusciti a venir fuori dall'auto quasi subito, ma la donna che era in auto con loro è rimasta bloccata per alcuni istanti. Dopo la richiesta d'aiuto, effettuata dalla parte di viale Isonzo dall'automobilista, la donna è stata liberata dalla parte opposta. La tensione è salita alle stelle quando, vedendo la parte posteriore dell'auto sbucare dalle acque, che raggiungevano l'altezza di quasi due metri, si è temuto che all'interno potesse esserci ancora qualcuno. Poi, quando anche dall'altra parte è giunta una pattuglia dei vigili, si è finalmente capito che l'allarme era passato. Il nubifragio ha provocato anche una vera e propria voragine in via Cugini, sotto il ponte di via del Partigiano. Un pozzetto situato al centro della strada è infatti sprofondato, creando un buco delle dimensioni di circa un metro per settanta centimetri. Fortunatamente nessun automobilista è stato sorpreso dalla voragine, prima che una pattuglia della polizia municipale riuscisse ad arrivare sul posto per segnalare la situazione di pericolo. Il vento e la forza dell'acqua hanno avuto ragione anche di molte piante, che non hanno retto alla violenza delle intemperie e si sono abbattute al suolo. Alcune strade sono rimaste bloccate per diversi minuti, fino a quando non sono state sgomberate dai pompieri o dagli agenti della polizia. A Zurco di Cadelbosco Sopra, una pianta è finita sul tetto di una casa, provocando il crollo di numerose tegole. Come sempre, anche la zona industriale di Mancasale è finita sott'acqua e molti capannoni si sono allagati. Già ieri sera alcuni proprietari, temendo ciò che effettivamente si è verificato, hanno effettuato un sopralluogo nella loro azienda per tentare si sistemare le cose. Altri, alla riapertura di oggi, troveranno sicuramente una brutta sorpresa. Prima ancora che le conseguenze del nubifragio provocassero gravissimi problemi in tutte le altre zone della città, la forte pioggia ha messo a soqquadro l'area del campovolo, dove è in corso Festa Reggio. Tutte le persone che avevano deciso di passare la serata tra gli stand, i ristoranti e le attrazioni della kermesse, sono state costrette a trovare riparo sotto i tendoni che, ovviamente, erano in balìa del temporale. I cittadini, impauriti da ciò che stava succedendo, hanno chiesto aiuto e hanno dato inizio a un fuggi-fuggi generale. Per riportare le persone alle loro auto, è stato intensificato il servizio di bus-navetta, che collega la festa ai parcheggi.