L'ultima neve di primavera
Il 14 Aprile 2001 un blocco di aria fredda proveniente dal Nord Europa investe l'Italia e in modo particolare le regioni centrali. La discesa d'aria è stata provocata dalla particolare disposizione dell'alta pressione che si è estesa fin sulla Scandinavia, aprendo in questa maniera un vasto corridoio per le correnti settentrionali. Contemporaneamente una bassa pressione alimentata dalle correnti fredde viene a formarsi proprio sulla nostra penisola, e interesserà soprattutto le regioni centrali del versante tirrenico apportando nevicate a bassissime quote come nel Lazio dove la neve arriva fino in pianura come nelle città di Viterbo e Frosinone. Neve anche a Subiaco e più in alto anche a Rieti. Fiocchi si sono visti anche a Tivoli, alle porte di Roma. Imbiancati i castelli Romani. Nella giornata di Sabato le correnti settentrionali accompagnate dal flusso perturbato molto attivo, hanno provocato sin dal mattino un repentino abbassamento della temperatura seguito da violenti rovesci. A Roma intorno alle ore 13 la temperatura misurata oscillava tra i 3 e i 4 gradi. Iniziamo quindi il nostro viaggio da Roma, proprio nella giornata di Sabato.
Si parte da Roma. La temperatura alle 11 e 30 oscilla tra i 4 e i 4 gradi mezzo. Il cielo è molto nuvoloso e il vento spira forte con raffiche decise e direttrice nord/nord est. Prendiamo la via Tuscolana, in direzione dei Castelli Romani. La pioggia cade pesante e con rovesci prolungati. Arriviamo all' altezza del raccordo e la temperatura è calata di mezzo grado, siamo infatti a 3 gradi e
Veduta della piazza dei campi di Annibale chiamati così non in memoria del condottiero cartaginese Annibale, ma in onore di Annibale Annibaldi dei signori della Molara
mezzo. Imbocchiamo quindi l'Anagnina, sempre sotto un violento rovescio di pioggia. Il cielo è compatto, bianco con zone violacee che tradiscono la forte instabilità dell'aria. Nei pressi di villa Senni poco prima di iniziare la salita la pioggia cade con minore intensità. Ci fermiamo. La temperatura è di 2 gradi e mezzo. Proseguiamo iniziando a salire in direzione Grottaferrata, posta a circa 450 metri d'altezza. Attualmente siamo circa a 250/300 metri. Improvvisamente qualche timido fiocco di neve comincia ad infrangersi sul parabrezza della macchina: ancora un paio di chilometri di salita e saremo a Grottaferrata. Arrivati nella cittadina, la precipitazione è ormai prevalentemente nevosa, anche se in realtà si tratta di un timido nevischio che appena tocca terra si scioglie immediatamente. Fa freddo, ma non così tanto da permettere alla neve di attecchire. La temperatura a 450 metri è di 1 grado e mezzo. Proseguiamo salendo ancora per la Valle Oscura, arrivando a Squarciarelli proprio sotto Rocca di Papa,
sul fianco settentrionale di Monte Cavo. Qui la salita si fa molto ripida. Continua a cadere nevischio, senza tuttavia attaccare. Iniziano i tornanti che ci porteranno su su fino ai 680 metri del paese. A metà strada, all'altezza di Via delle Barozze, quota 550 metri, è finalmente neve. La temperatura è di mezzo grado sopra lo zero e qui la neve comincia ad attecchire. Dapprima solo sui prati e sulle auto, più in alto anche sui bordi della strada. All'ultima curva prima di Rocca di Papa, nevica con buona in-
tensità. I tetti e le automobili in sosta sono già ricoperte di un sottile strato di neve fresca. A piazza Margherita, nella parte bassa del paese, la temperatura è di zero gradi: andiamo ancora avanti in direzione dei Campi di Annibale. Superata la "curva dell' albero bello", saliamo ancora, attraverso una stradina che taglia un bosco di castagni. Siamo a 750 metri d' altezza. La
Nei pressi dei Campi di Annibale la precipitazione è abbastanza debole ma prati, auto ed alberi riescono ad essere imbiancati.
La temperatura al momento dello scatto della foto era di zero gradi: perfetta per la neve!
neve qui raggiunge i 2/3 centimetri ed ha ricoperto ogni cosa. L'atmosfera è irreale, tra 10 giorni sarà maggio, ma il panorama è invernale. Un forte vento da est rende la sensazione di freddo ancor più pungente. Siamo finalmente sulla piazza dei campi di Annibale: qui la neve al suolo è di circa 4 centimetri. Imbocchiamo la strada per prato Fabio, sotto il Monte Cavo che arriva fin quasi ai 1000
La strada dopo i campi di Annibale. L'atmosfera è ovattata ed è presente una densa foschia. La neve ha attecchito sugli alberi lasciando però la strada sgombra.
Il bosco vicino a Prato Fabio. Dai Campi di Annibale, imboccando la stradina sulla destra, si sale fino a Prato Fabio, dove si estende un fitto bosco di castagni, faggi e agrifogli.
metri di altezza: il paesaggio è davvero incantevole. Siamo costretti a parcheggiare la macchina perchè non si può più andare avanti. La temperatura è di un grado e mezzo sotto lo zero. Ci spingiamo fino all'inizio della Via sacra all'inizio del bosco di castagni, faggi e agrifogli. L'altezza è di circa 880 metri. Un centinaio di metri più in alto si staglia la vetta di Monte Cavo ( 949 metri )
che ora appare incappucciata da dense e basse nuvole. La neve è caduta copiosa, siamo a circa sei/sette centimetri. Il silenzio è assoluto, ll vento completamente assente e una nebbia sottile avvolge il bosco imbiancato: immagini da cartolina. La neve continua a cadere in piccoli fiocchi adagiandosi delicata sul terreno. E' ora di tornare a casa.
(Pubblicato il 24 Aprile 2001. Autore Simone Pietrosanti)
 
 
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