Giornalista: Tutti abbiamo assistito con sgomento alle scene trasmesse dalla televisione di intere famiglie siciliane in coda davanti a una fontanella pubblica, per riempire di acqua potabile le loro taniche. Dobbiamo dunque cominciare a imbottigliare l'acqua che esce dai rubinetti delle nostre case e farci una scorta per il futuro ?

Caroselli: No, non dobbiamo fare incetta, ma cambiare il nostro modo di comportarci. Non dobbiamo considerare l'acqua come abbiamo fatto a lungo con il petrolio, ovvero come una risorsa da spremere e da saccheggiare a volontà. L' acqua è una risorsa che deve essere disponibile per tutti. E la maniera
Caroselli durante la trasmissione "Che tempo fa ?"
 
 
Intervista a Guido Caroselli
Estratto di un articolo pubblicato dal Giornale di Brescia a cura di Gino Dato
per ottenere questo risultato c'è: nel deserto e nei paesi con clima semi-arido l'uomo ha imparato a convivere con la scarsa disponibilità di acqua e a sfruttare le risorse idriche con oculatezza.

Giornalista: Signor Caroselli, la meteorologia è l'ultima illusione di poter prevedere il futuro?

Caroselli: Più che un'illusione è una concreta possibilità per migliorare la nostra vita. La meteorologia non deve essere più vista come un vaticinio, ma come uno strumento per preservare la nostra salute, per rendere più alta la qualità della vita e persino per risparmiare soldi.

Giornalista: Quali sono i margini di errore nella meteorologia?

Caroselli: Dipende dalla gittata della previsione. Se è a breve termine, ad esempio domani, il margine d'errore ormai è davvero basso: il 5%, nei casi più sfortunati il 10. Se facciamo previsioni per i prossimi due giorni, la probabilità di errore sale al 20%, per arrivare al 30-40% nel caso di previsioni che coprano fino a cinque-sette giorni. Oltre una settimana, poi, è del tutto inutile azzardare previsioni, almeno con i mezzi che abbiamo a disposizione oggi

Giornalista: I nostri genitori avevano una visione della meteorologia più pratica della nostra.

Caroselli: Sì. Essi avevano di sicuro una maggiore sensibilità nei confronti della natura, perché lo stile di vita di un tempo era più vicino al lavoro dei campi e alla vita del mare. Oggi abbiamo meno marinai e meno contadini e di loro ci si ricorda solo quando alluvioni o mareggiate provocano l'aumento dei prezzi al mercato.

Giornalista: Se dovesse citare alcuni successi della meteorologia, cosa le verrebbe in mente ?

Caroselli: Citerei tutti gli avvisi che sono stati dati tempestivamente alle persone che si trovavano in pericolo a causa del maltempo imminente. È un successo della meteorologia se qualcuno evita di andare in barca a vela nel giorno in cui è prevista una tempesta, o se una persona anziana, per la quale lo smog delle nostre città può essere letale, rimane in casa quando la quantità di polveri dannose presenti nell'aria è superiore alla soglia consentita.

Giornalista: I mass media hanno annunciato nei giorni scorsi che il 27% del territorio italiano va incontro alla desertificazione. Che cos'è esattamente questo fenomeno ?

Caroselli: Bisogna evitare fraintendimenti. Non si può parlare di desertificazione per l'Italia, ma di una tendenza all'aridità. L'aridità è causata dal ripetersi e dal prolungarsi della siccità, un fenomeno naturale che si verifica con cicli più o meno regolari e lunghi. Una condizione che tocca tante regioni italiane». Giornalista: Il deserto, dunque, non farà la sua comparsa nel nostro Paese ?

Caroselli: Siamo ancora ben lontani dal correre seriamente questo rischio.

Giornalista: Di certo, però, è bene cominciare a piantare alberi che hanno bisogno di poca acqua, procurarsi un abbigliamento che ci difenda dal sole, scegliere un'alimentazione ricca di liquidi. Insomma, dobbiamo cambiare stile di vita.

Caroselli: Certamente. L'effetto serra si combatte anche cambiando le nostre abitudini quotidiane. Ma i suoi effetti si contrastano soprattutto con una politica energetica più saggia. Bisogna fare attenzione a non combinare guai nella gestione delle acque, non permettere che agricoltura e industrie peschino acqua nelle falde profonde. A lungo andare quelle falde possono prosciugarsi o generare processi irreversibili di salinizzazione.

Giornalista: Come si è arrivati all'attuale drammatico impoverimento delle risorse idriche ?

Caroselli: Finora l'acqua ci sembrava un bene che ci spettava di diritto, una risorsa inesauribile e scontata: niente di più sbagliato. Sarebbe bastato guardare quello che stava accadendo nell'altra metà del mondo, dove l'acqua manca, viene gestita male, viene pagata a caro prezzo ed è spesso sporca, fonte di malattia e di morte.

Giornalista: Il meteorologo pensa che sarà la pioggia a salvarci ?

Caroselli: Il meteorologo pensa che per l'Italia le risorse idriche siano ancora un bene disponibile, anche per le regioni meridionali, dove piove poco. Anche lì c'è la stagione buona, l'inverno. D'inverno l'acqua cade, basta non sprecarla, non perderla per strada.